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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi
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- Bilancio energetico
Apporti energetici
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Gli apporti termici gratuiti disponibili e
potenzialmente utilizzabili (Qdisp)
provengono dalla irradiazione solare (QS) e
dalle fonti interne (QI)
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Qdisp = QS + QI
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Apporti energetici solari
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Gli apporti
energetici solari
ottenibili in
un edificio passivo sono solo quelli captati dalle
finestre, perché il forte isolamento termico delle parti
opache dell’involucro esclude quasi ogni scambio di
calore. Gli apporti solari sono rappresentati dalla
seguente formula:
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QS = Fs * Fc * g * Aw
* qs
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dove:
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Fs |
è il fattore di schermatura
dovuto ad ostruzioni esterne.
Un edificio passivo non
dovrebbe ricevere ombra da altri edifici o da
oggetti paesistici |
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Fc |
è il fattore di riduzione. Il
fattore tiene conto della superficie del telaio,
di schermi
interni, della sporcizia, nonché del passaggio non
perpendicolare della luce. Un valore piuttosto
ottimistico è dello 0,45. La percentuale dei
telai dovrebbe essere inferiore al 30%. In
condizioni diverse il fattore deve essere
calcolato sulla base della geometria delle
finestre e dell’effettiva situazione
d’ombreggiatura. |
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g |
è la trasmittanza solare totale
dei vetri in condizione di incidenza
perpendicolare.
Alcuni valori di riferimento: |
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Aw |
è l’area delle finestre (lorda).
Le dimensioni lorde sono da applicare anche nel
caso di
parziale copertura del telaio con materiale
termoisolante. L’area è da calcolare per ogni
esposizione. |
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Qs |
è l’irradiazione globale su
superfici verticali durante il periodo di
riscaldamento. I valori
mensili per esposizione sono contenuti nella UNI
10349, prospetto VIII, per i capoluoghi di
provincia. |
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Valori g di alcuni vetri |
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Vetri a tre lastre (U = 0,7 W/m2K) |
Vegla Climatop |
0,48 |
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Vegla Climatop solar |
0,60 |
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Uniglas Unitop 0,6 |
0,55 |
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Interpane |
0,42 |
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Irradiazione globale su
superfici verticali e orizzontali in
Italia (kWh/m2)
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I valori indicati si
riferiscono al periodo di riscaldamento
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Esposizione |
Nord (Milano) |
Centro (Roma) |
Sud (Palermo) |
| SUD |
413 |
520 |
420 |
| EST |
268 |
319 |
237 |
| OVEST |
268 |
319 |
237 |
| NORD |
125 |
139 |
95 |
| ORIZZONTALE |
361 |
430 |
321 |
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Periodo di riscaldamento (giorni) |
183 |
166 |
121 |
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Periodo di riscaldamento (giorni) |
2404 |
1415 |
735 |
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Un edificio passivo dovrebbe essere
progettato in modo tale che le finestre possano
captare in inverno la necessaria quantità di apporti
solari, e che balconi e altri aggetti non
ostruiscano la captazione, ma questo non è sempre
possibile. In questo caso occorre il calcolo del
fattore Fs, che si può eseguire secondo
la norma UNI 10344 o la norma EN. Il fattore di
schermatura Fs dovrà essere determinato
per ogni finestra.
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Fonti di calore interne
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Le fonti interne
che procurano apporti termici sono le
seguenti:
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persone presenti
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elettrodomestici in funzione
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lampade accese, in particolare quelle
ad incandescenza
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apparecchi che producono acqua calda
(tipo scaldabagno)
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fornelli durante la cottura dei cibi.
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I contributi energetici medi delle
fonti interne riportati dall’UNI 10344, Appendice D,
Prospetti XI-XIII, sono validi solo in parte per gli
edifici passivi, perché gli elettrodomestici e i
corpi illuminanti a basso consumo energetico non
emettono molto calore e l’acqua calda si produce con
collettori solari o pompa di calore.
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Nel caso di edifici passivi, il
contributo delle fonti interne si calcola in
rapporto alla superficie abitabile ipotizzando una
potenza di 2,1 W/m2, valore che è
abbastanza realistico. In Germania, dove il periodo
medio di riscaldamento è di 225 giorni, si ottengono
circa 11 kWh/(m2a), ma in Italia solo 9
kWh/(m2a), perché questo periodo è
generalmente più breve.
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Fattore d’utilizzo degli apporti gratuiti
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Gli apporti solari e quelli derivanti
da fonti interne variano durante il giorno, la
stagione e l’anno. Per questo motivo è ovvio che gli
apporti non sono interamente utilizzabili. In certi
momenti può accadere che gli apporti solari e quelli
da fonti interne riscaldino insieme l’ambiente oltre
il dovuto e, in questo caso, aumentano i flussi
termici verso l’esterno a causa della maggiore
differenza di temperatura. Conseguentemente
aumentano anche le perdite di calore.
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La percentuale degli apporti gratuiti
effettivamente utilizzabili è indicata dal fattore
d’utilizzo hu.
Per quanto riguarda gli edifici passivi, questo
fattore dipende esclusivamente dal rapporto tra
apporti lordi (Qdisp) e perdite di calore
(QL = QT + QV) ed è dato dalla
formula:
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- hu
=
[(1
- (Qdisp / QL)5]
/ [
(1 -
(Qdisp
/
QL)
6]
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Quando ci sono contemporaneamente elevati apporti e
poche perdite bisogna attendersi fenomeni di
surriscaldamento. Nel caso di pochi apporti solari
il calore disponibile (Qdisp) è
utilizzabile quasi al 100
per cento. Con l’aumento del rapporto tra apporti
lordi e perdite, il grado d’utilizzo diminuisce,
perché i fenomeni di surriscaldamento diventano più
frequenti e più acuti. L’effettivo fattore
d’utilizzo degli apporti disponibili dipende non
solo dalle finestre e delle loro caratteristiche, ma
anche da una serie di altri parametri collegati
all’edificio, e può assumere valori tra il 40 e il
100 per cento.
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Negli edifici a basso consumo energetico, il fattore
d’utilizzo è compreso tra il 90 e il 98 per cento.
Negli edifici passivi, questo fattore può risultare
inferiore e scendere, in caso di elevati apporti da
fonti interne e di finestre troppo grandi, persino
al di sotto del 50 per cento, ma in casi normali si
hanno valori compresi tra il 95 e il 98 per cento.
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Gli apporti gratuiti utilizzabili (Qu)
sono dati dalla formula:
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Q u
=
hu
* Qdisp
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Progettazione di:
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Edifici passivi
-
Edifici a basso consumo energetico
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Edifici a consumo energetico zero
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SEDE OPERATIVA: 20053 MUGGIO' -
Via
Pavia 10
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Telefono
039.21 444 73 - FAX 02.700 516 592
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