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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi
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Bilancio energetico
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Perdite di calore
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- Le
perdite d’energia termica (QL), che un
edificio subisce durante il periodo di riscaldamento,
avvengono per trasmissione (QT) e
per ventilazione (QV). Il totale delle
perdite è quindi:
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Perdite per trasmissione
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- Le
perdite per trasmissione
(QT)
dipendono dalla superficie dei singoli elementi costruttivi
dell’involucro (A), dalla trasmittanza termica (valore U) di
questi elementi (pareti, finestre, porte esterne, ecc.),
dalla differenza di temperatura tra interno ed esterno (Dq)
e dalla durata del periodo di riscaldamento espresso in
giorni (N). La differenza di temperatura tra interno ed
esterno e la durata del periodo di riscaldamento sono
fattori già considerati nei gradi giorno (GG)
che sono la somma delle differenze
positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente,
convenzionalmente fissata a 20°C, e la temperatura media
esterna giornaliera, per tutti i giorni del periodo annuale
di riscaldamento.
La metodologia del Passivhaus Institut usa i
gradi ore (in 1000) che sono i gradi giorno moltiplicati per
24.
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- Le
perdite di calore per trasmissione attraverso i singoli
elementi costruttivi vengono normalmente ponderate
moltiplicandole per un certo fattore. Nel caso di elementi a
contatto con l’aria esterna si applica di solito il fattore
1, mentre per quelli a contatto con la terra si usa il
fattore 0,5, ipotizzando che la differenza tra la
temperatura interna e quella della terra sotto l’edificio
sia solo la metà di quella tra la temperatura interna e
quella dell’aria esterna. Le perdite attraverso elementi a
contatto con la terra si possono determinare più
precisamente calcolando il flusso termico, per esempio
secondo la norma UNI 10344. Lo scambio termico attraverso
elementi divisori tra ambienti riscaldati e altri non
riscaldati, per esempio scantinati e il vano della scala in
palazzi residenziali, si può determinare usando o il fattore
0,5, oppure eseguire un calcolo basato sulla differenza di
temperatura.
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- Ci
sono inoltre da considerare le perdite attraverso ponti
termici, detti lineari perché misurati per lunghezza (l). In
un edificio passivo sono i collegamenti delle finestre alla
parete e della parete esterna alle fondazioni che
costituiscono i principali ponti termici. Le perdite per
ponti termici sono date dal prodotto di Y * l, in cui Y è la
trasmittanza termica lineare di ponte termico.
In un edificio passivo questi
ponti termici si dovrebbero evitare o ridurre ad un minimo.
Il valore
Y lineare è dato dalla formula:
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Y
[W/m] = (Q2dim * Q1dim) / l *
D
q
(riferito alle dimensioni esterne)
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dove:
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D q |
è
la differenza di temperatura tra interno ed esterno |
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Q2dim |
è il flusso di calore calcolato dal
programma |
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dove:
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Ai |
è l’area dell’elemento i
(considerata nel modello) |
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Ui |
è il valore U dell’elemento “i” |
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L’energia scambiata per trasmissione durante il periodo
di riscaldamento, QT,
è data dalla formula:
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- QT
= (å
A * U) * ft * GT + (å
l * Y)
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-
dove:
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A |
è l’area dell’elemento
costruttivo dell’involucro (m2).
L’area delle superfici
dell’involucro termico si calcola
usando le dimensioni esterne; l’area delle
finestre usando le dimensioni dell’apertura
lorda. |
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U |
è la trasmittanza termica
dell’elemento (W/m2K).
I
valori U delle superfici opache
sono da calcolare secondo la
norma UNI 10344 |
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ft |
è
il fattore di riduzione per
ridotte differenze di temperatura.
Il
fattore tiene
conto dei flussi di calore che
attraversano elementi in condizioni di
differenti temperature di superficie. Sono
fattori abbastanza realistici: ft
= 1,0 per elementi a contatto con l’aria esterna
e ft
= 0,5 Per elementi a contatto con il terreno e
solai sopra scantinati non riscaldati. Gli
elementi che confinano con costruzioni ventilate
(per esempio il solaio sotto un tetto ventilato)
sono da trattare come se fossero in contatto con
l’aria esterna; ciò che varia è il coefficiente
di adduzione
ae.
Il valore ft
= 0,5 non è valido per elementi che confinano
con ambienti non riscaldati (per esempio annessi
non riscaldati); in questo caso si deve usare ft
= 1,0. Volendo applicare fattori di riduzione
più piccoli, l’ammissibilità è da dimostrare
secondo le indicazioni della EN 832. |
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GT |
sono i gradi ore che sono i gradi
giorno
(GG) moltiplicati per 24 ore (GG
* 24). I
GG sono indicati, per tutti i
Comuni italiani, nell’allegato A del DPR, 23
agosto 1993, n. 412. |
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l |
è la lunghezza dei ponti termici
lineari (m) |
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Y |
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è la
trasmittanza termica lineare di ponte
termico. L’area dell’involucro di un
edificio passivo è definita
dalle sue dimensioni esterne. Se
l’isolamento termico avvolge tutto
l’edificio, le perdite di calore attraverso
i ponti termici lineari sono trascurabili e
già incluse in quelle per trasmissione. Nel
caso di edificio passivo
privo di
ponti termici si applica
Y
£ 0,01 W/mK.
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Il valore U
indica la quantità complessiva di calore
che attraversa 1 m2 di un elemento
costruttivo, nell'unità di tempo (h), quando la
differenza di temperatura dell'aria aderente alle due
facce è di 1 K. L’unità di misura è W/(m2K).
Per elementi composti la trasmittanza termica U è
data dalla formula:
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U =
1/(1/ai
+
åsx/lx
+ 1/ae)
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dove:
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ai |
è il coefficiente di
adduzione interna [W/(m2K)] |
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ae |
è il coefficiente di
adduzione esterna [W/(m2K)] |
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sx |
è lo spessore del materiale x
[m] |
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lx |
è il coefficiente di conducibilità termica
del materiale x [W/(m2K)] |
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I valori dei coefficienti di
adduzione bisogna scegliere secondo la posizione in
cui si trova l’elemento costruttivo (vedi seguente
tabella).
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Coefficienti di adduzione 1/a
secondo DIN 4108 |
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Riga |
Elemento costruttivo |
Coefficienti |
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1/ai
(m2K/W)
|
1/a
e
(m2K/W)
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1 |
Pareti esterne (ad eccezione di
quelle di cui alla riga 2) |
0,13 |
0,04 |
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2 |
Pareti esterne aerate |
0,13 |
0,08 |
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3 |
Pareti tra due alloggi, pareti del
vano di scala, pareti confinanti con ambienti di
lavoro non appartenenti all’alloggio , pareti
confinanti con ambienti non riscaldati |
0,13 |
(*) |
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4 |
Pareti confinanti con il terreno |
0,13 |
0 |
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5 |
Solaio o falda di tetto che delimita
ambienti abitativi verso l’esterno (non aerati) |
0,13 |
0,04 |
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6 |
Solaio tra ambienti abitativi e il
vano sottotetto non riscaldato |
0,13 |
0,08 |
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7 |
Solai tra ambienti abitati e ambienti
lavorativi non appartenenti all’alloggio |
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7.1 |
Flusso di calore verticale dal basso
all’alto |
0,13 |
(*) |
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7.2 |
Flusso di calore verticale dall’alto
al basso |
0,17 |
(*) |
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8 |
Solaio sopra il piano interrato non
riscaldato |
0,17 |
(*) |
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9 |
Solaio tra alloggio e l’ambiente
esterno |
0,17 |
0,04 |
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10 |
Solaio sotto ambienti riscaldati
confinante con il terreno |
0,17 |
0 |
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(*) Nel caso di elementi che
si trovano all'interno applicare lo stesso coefficiente
su ambedue i lati. |
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Perdite per
ventilazione
-
-
Le
perdite per ventilazione
(QV)
si calcolano
tenendo
conto del ricambio d’aria e delle infiltrazioni d’aria
fredda.
-
-
In un edificio passivo, il ricambio
d’aria avviene tramite l’impianto di ventilazione
controllata. Il tasso di ricambio
in regime normale
dovrebbe essere di circa 0,4 h-1.
-
-
L’involucro di un edificio passivo deve
essere impermeabile al vento (n50 < 0,6),
in questo caso,
nel bilancio termico, si tiene conto delle infiltrazioni
d’aria applicando un valore standard di 0,042 h-1.
-
-
Il calore recuperato dall’impianto di
ventilazione è da detrarre dalle perdite. L’entità
recuperata dipende dal rendimento dello scambiatore. Per
gli edifici passivi si presume l’utilizzo di apparecchi
con un rendimento non inferiore all’80 per cento.
-
-
Tenendo
conto di
questi fattori, le perdite di calore per ventilazione (QV)
sono date dalla seguente formula:
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-
QV
= nequ * V * cp, aria
*
Gt
|
-
dove:
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nequ |
è il
numero di ricambi rilevante per i
consumi energetici |
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V |
è il volume d’aria rilevante. Il
volume d’aria è la superficie abitabile Aab
(di
riferimento) moltiplicata per l’altezza del
locale. |
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cp,
aria |
è la capacità termica dell’aria:
0,33 Wh/(m3K) |
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Gt |
sono i gradi ore |
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-
Usando un impianto di ventilazione
controllata con recupero di calore, il tasso di ricambio
d’aria è dato dalla seguente formula:
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-
nV =
nV,
impianto
* (1 - Frecupero)
+ ninfiltazioni
|
-
dove:
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nV,
impianto |
è il tasso di ricambio d’aria
medio conferito dal sistema di ventilazione. Il
valore standard per abitazioni è di 0,4/h.
Un’altezza di 2,70 m dei locali consente
l’applicazione di un valore di 0,37/h. Per altri
usi il tasso di ricambio è da calcolare secondo
la norma UNI 10344. |
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ninfiltrazioni |
è il tasso di ricambio dovuto a
infiltrazioni d’aria. Il valore standard per
edifici passivi è di 0,042 h-1.
Questo valore presume un’alta impermeabilità
dell’involucro alla pressione del vento e a un
ricambio d’aria massimo di 0,6 h-1 in
condizioni di una differenza di pressione di 50
Pa (Pascal). L’effettiva impermeabilità al vento
è da dimostrare tramite un Blower-Door-Test. |
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Frecupero |
è la potenza termica nominale
dello scambiatore che recupera il calore
dall’aria in uscita. |
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- Frecupero
= 1 – (1 -
hv)
* (1 -
hsci)
|
-
dove:
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hv |
è la percentuale del calore
recuperato dall’aria in uscita. Il valore del
parametro si determina in test di
laboratorio e comprende anche il calore emesso
dai motori del sistema di ventilazione, le
perdite di calore dell’apparecchio, nonché
quelle indotte da infiltrazioni d’aria. Nel caso
di edifici passivi, si presume che il rendimento
dello scambiatore sia dell’80%. |
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hsci |
-
è il rendimento dello
scambiatore di calore interrato (SCI). Il
parametro
indica la quantità del calore
recuperato. Questa quantità dipende
essenzialmente dalla temperatura del terreno
e dalla superficie dello scambiatore. Nel
caso in cui non sia previsto uno scambiatore
di calore
interrato, il valore
hsci
è 0.
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Progettazione di:
-
Edifici passivi
-
Edifici a basso consumo energetico
-
Edifici a consumo energetico zero
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SEDE OPERATIVA: 20053 MUGGIO' -
Via
Pavia 10
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Telefono
039.21 444 73 - FAX 02.700 516 592
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