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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi |
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Costi di costruzione e di esercizio
Il sole è spesso definito una fonte energetica “gratuita”,
purtroppo nemmeno l’energia solare è gratis. È vero che il sole non ci manda
delle bollette da pagare, ma per poter utilizzare la sua energia, ad esempio per
riscaldare gli ambienti di un edificio passivo, dobbiamo pagare il progettista,
i lavori di costruzione, l’isolamento termico, le finestre speciali, l’impianto
di ventilazione, i collettori solari, i pannelli fotovoltaici, ecc. Solo quando
la casa è costruita, possiamo climatizzarla quasi gratuitamente, o almeno a
bassi costi di esercizio e senza dover periodicamente acquistare metano o
gasolio. L’energia solare di cui si vuole fare uso si paga quindi in anticipo
con gli investimenti necessari a renderla utilizzabile.
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Costi di costruzione
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É ovvio che la costruzione di un
edificio di alta qualità, come quella di un edificio
passivo, è più costosa di quella di un fabbricato
normale, ma l’investimento rende se il costo
aggiuntivo è recuperabile in un numero ragionevole
di anni tramite i minori costi d’esercizio.
Ipotizzando 60-70 anni la vita di un edificio, un
periodo di 10 anni di ammortamento sembra
ragionevole. In questo caso il concetto
dell’edificio passivo è sostenibile anche dal punto
di vista economico. Bisogna
anche considerare che le normative che riguardano
l'efficienza energetica degli edifici diventano
sempre più esigenti. E prevedibile che già nel
prossimo futuro tutti gli edifici di nuova
costruzione dovranno avere questo standard.
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Il costo maggiore di costruzione di
un edificio passivo è da attribuire principalmente
all’isolamento termico, alle finestre speciali,
all’impianto di ventilazione e all’installazione di
sistemi solari. Da detrarre dal costo di questi
elementi e sistemi è il costo di un impianto di
riscaldamento convenzionale di cui in un edificio
passivo non si ha bisogno.
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I costi di costruzione del primo edificio passivo,
costruito a scopi sperimentali a
Darmstadt-Kranichstein (Germania), superavano del 20
per cento quelli di un normale fabbricato
residenziale. Considerando però i costi di
costruzione di alcuni edifici a basso consumo
energetico, costruiti nello stesso periodo, il costo
non era nemmeno tanto elevato, ma la realizzazione è
stata resa possibile solo grazie a un contributo
statale ai costi aggiuntivi.
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Fortunatamente, nel frattempo, la situazione è
cambiata. La costruzione di edifici sperimentali ha
portato a nozioni che consentono una progettazione
più mirata e rendono oggi la realizzazione più
economica. Molti elementi speciali, che all’inizio
dovevano essere costruiti in maniera artigianale,
vengono oggi prodotti industrialmente e quindi a
costi minori. Nel 2002, nell’Europa centrale, più di
25 aziende producevano finestre per edifici passivi.
Il progetto CEPHEUS è stato uno stimolo sia per
sviluppare nuovi sistemi tecnologici più economici
per edifici passivi, sia per razionalizzare le
tecniche convenzionali di costruzione. Oggi, i costi
extra si possono ridurre al minimo e, in alcuni
casi, persino totalmente azzerare.
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La validità economica del concetto “edificio
passivo” è stata dimostrata dai molti palazzi
residenziali costruiti, negli ultimi anni, a costi
concorrenziali a quelli dell’edilizia convenzionale.
Già nel caso dei 40 alloggi dell’edificio passivo di
Kassel-Marbachshöhe, costruiti nel periodo
1999-2000, i costi extra dovuti allo standard
ammontavano a meno del 10 percento del costo
complessivo di costruzione.
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Ciò che il lettore italiano deve però
considerare è che il costo di costruzione degli
edifici normali tedeschi, austriaci e svizzeri è
tradizionalmente maggiore di quello degli edifici
italiani dello stesso uso. In Italia una normale
palazzina residenziale si costruisce ancora oggi con
650-750 € al metro quadrato abitabile (2002), mentre
in Germania il costo di un fabbricato paragonabile è
di circa 1100-1450 € al metro
quadrato (esclusa la
progettazione e altre spese accessorie), e
quello di un edificio passivo, o di un edifico a
basso consumo energetico,
è ancora maggiore del 10-20 per cento.
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Le tecnologie di risparmio energetico sono in continuo
sviluppo e gli impianti tecnologici inseriti negli
edifici passivi diventano sempre più efficienti e meno
costosi. Pertanto, prima di decidersi per l’una o per
l’altra di queste innovazioni occorre un’accurata
comparazione delle prestazioni e dei prezzi.
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L’attento lettore ha forse già capito che l’obiettivo
della progettazione di un edificio passivo non è solo
quello di costruire una macchina termica ad alto
rendimento e di alta qualità abitativa e lavorativa, ma
anche quello di ottenere questi pregi a costi
sopportabili. Naturalmente si deve limitare il
fabbisogno termico ai menzionati 15 kWh/(m2a),
perché
solo in questo caso si può rinunciare ad un impianto
termico convenzionale e quindi compensare una parte dei
maggiori costi dell’isolamento termico, delle finestre e
delle installazioni. Tuttavia, per costruire edifici
passivi a costi concorrenziali occorre anche una
razionale organizzazione del processo di costruzione.
Per questo motivo si preferisce costruire con elementi
prefabbricati. Questo tipo di costruzione comporta anche
altri vantaggi: si introduce meno umidità nell’edificio,
i tempi di asciugamento sono più brevi, la precisione
degli elementi è alta e il loro montaggio si effettua
rapidamente. La progettazione è quindi più impegnativa
di quella di un edificio convenzionale.
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Rispetto
alla Germania, in un clima più mite, come quello
italiano, la costruzione di edifici passivi è un
decisamente meno onerosa: l’isolamento termico e le
finestre possono essere più leggeri. I calcoli eseguiti
dall’autore per una ipotetica
casa passiva duplex
situata nel Centro Italia hanno dimostrato che, per
ottenere il fabbisogno termico residuo < 15 kWh/(m2a),
il costo di costruzione non supera del 5-10 per cento
quello di un edificio con un normale isolamento termico
e dotato di un impianto di riscaldamento convenzionale.
Il maggiore costo è quindi recuperabile in meno di dieci
anni d’esercizio. Da annotare è però che attualmente
elementi speciali come le finestre e apparecchi come gli
aggregati compatti vengono importati in Italia.
Per conoscere i prezzi e avere preventivi si
consiglia di visitare le fiere come la
SAIE
e
KLIMAHOUSE.
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- Costi
d’esercizio
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- I costi d’esercizio
sono principalmente quelli riferibili ai consumi
energetici e alla manutenzione degli impianti
tecnologici. Per quanto riguarda i costi d’esercizio ci
limitiamo a riportare un esempio che si riferisce allo
stesso complesso immobiliare di Dresda di cui nel
paragrafo precedente sono stati riportati i costi di
costruzione.
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Progettazione di:
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Edifici passivi
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Edifici a basso consumo energetico
-
Edifici a consumo energetico zero
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SEDE OPERATIVA: 20053 MUGGIO' -
Via
Pavia 10
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Telefono
039.21 444 73 - FAX 02.700 516 592
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