Edifici passivi

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Risparmiare energia non è più una scelta, ma una vera e propria necessità di vita a cura di Uwe Wienke, Arch. SIA

L'EDIFICIO PASSIVO  Standard - Requisiti - Esempi

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Involucro edilizio
 
Impermeabilità al vento
 
In un edificio, pur essendo dotato di un elevato isolamento termico, molto calore va disperso quando l’aria fredda penetra attraverso giunti e fessure. I punti più deboli in cui avviene la maggior parte delle infiltrazioni d’aria sono i giunti tra finestra e parete. Ancora peggio è la situazione quando la pressione avviene dall’interno. In questo caso l’aria calda e umida dell’interno si raffredda nei giunti, il vapore acqueo condensa e inumidisce le strutture. I flussi d’aria attraverso l’involucro, in qualsiasi direzione siano, si possono contrastare con delle barriere al vapore che però devono essere applicate con molta accuratezza. Un semplice guasto ad una barriera al vapore può causare perdite di calore di 800 – 1000 kWh/anno (1).
 
Costruire un edificio sufficientemente impermeabile alla pressione del vento non è molto difficile. Ottimi risultati si ottengono già con una parete in muratura ben intonacata. L’intonaco deve però coprire l’intera parete, da solaio a solaio. Più sensibili in questo senso sono le costruzioni di legno che possiedono molti giunti. Queste costruzioni vengono normalmente impermeabilizzate con teli di polietilene (PE) stesi sul lato interno dell’isolamento termico. Per garantire l’impermeabilità, i teli devono essere applicati a giunti sfalsati e incollati con appositi nastri adesivi.
 
Occorre rendere impermeabili anche i collegamenti tra i singoli elementi costruttivi. Questo riguarda soprattutto i collegamenti tra pareti perimetrali ed infissi. Lo strato impermeabile deve racchiudere tutto l’edificio senza interruzione e i suoi singoli elementi devono essere sempre collegati. L’esperienza dimostra che questo non è difficile quando l’edificio non possiede sporgenze e rientranze e i particolari costruttivi non sono troppo complicati.
 
Un particolare problema lo comportano invece i punti in cui tubi e cavi devono attraversare l’involucro, per esempio per collegare lampade e rubinetti esterni. In questo caso si consiglia di ridurre il numero dei trafori al minimo e di usare elementi speciali con guarnizioni a chiusura ermetica che oggi l’industria offre, proprio per queste applicazioni. Altri punti deboli sono le installazioni (tubi, scatole di derivazione, ecc.) inserite nelle pareti.
 
L’impermeabilità dell’involucro di un edificio passivo è accertata mediante uno speciale test, il cosiddetto Blower-Door-Test, descritto dalla norma ISO/DIS 9972. Con il test si misura il ricambio d’aria per infiltrazione in condizione di una differenza di pressione di 50 Pa (Pascal). Il numero di ricambi d’aria in questa condizione (n50) è dato dalla seguente formula:
 
n50 = V'50/VL
dove:
V'50 è il volume d’aria infiltrata
VL è il volume riscaldato (o climatizzato) dell’edificio
Per gli edifici passivi si raccomanda un valore n50 compreso tra lo 0,2 e lo 0,6/h, cioè la metà di quello richiesto dalla DIN 4108-2.
 
Il test viene eseguito installando un ventilatore sulla porta d’ingresso o su una finestra, mentre tutte le altre aperture rimangono ermeticamente chiuse. Il ventilatore espelle l’aria all’esterno fino ad arrivare alla differenza di pressione prescelta, poi si misura con un flussometro il volume dell’aria che affluisce attraverso l’involucro. L’afflusso d’aria viene normalmente misurato in differenti condizioni di pressione e dai risultati ottenuti si determina il ricambio d’aria in condizione di una differenza di pressione di 50 Pa.
(1) Schulze-Darup, Burkhard: Optimierung von Niedrigenergiehäusern beim kostengünstigen Bauen, Atti del convegno internazionale sugli edifici passivi, 27-28 febbraio 1998 a Bregenz, p. 181-190.

Blower Door Test

 
 
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