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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi |
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- Involucro edilizio
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- Impermeabilità al vento
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- In un edificio, pur essendo
dotato di un elevato isolamento termico, molto calore va
disperso quando l’aria fredda penetra attraverso giunti
e fessure. I punti più deboli in cui avviene la maggior
parte delle infiltrazioni d’aria sono i giunti tra
finestra e parete. Ancora peggio è la situazione quando
la pressione avviene dall’interno. In questo caso l’aria
calda e umida dell’interno si raffredda nei giunti, il
vapore acqueo condensa e inumidisce le strutture. I
flussi d’aria attraverso l’involucro, in qualsiasi
direzione siano, si possono contrastare con delle
barriere al vapore che però devono essere applicate con
molta accuratezza. Un semplice guasto ad una barriera al
vapore può causare perdite di calore di 800 – 1000 kWh/anno
(1).
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Costruire un edificio sufficientemente impermeabile alla
pressione del vento non è molto difficile. Ottimi
risultati si ottengono già con una parete in muratura
ben intonacata. L’intonaco deve però coprire l’intera
parete, da solaio a solaio. Più sensibili in questo
senso sono le costruzioni di legno che possiedono molti
giunti. Queste costruzioni vengono normalmente
impermeabilizzate con teli di polietilene (PE) stesi sul
lato interno dell’isolamento termico. Per garantire
l’impermeabilità, i teli devono essere applicati a
giunti sfalsati e incollati con appositi nastri adesivi.
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- Occorre
rendere impermeabili anche i collegamenti tra i singoli
elementi costruttivi. Questo riguarda soprattutto i
collegamenti tra pareti perimetrali ed infissi. Lo
strato impermeabile deve racchiudere tutto l’edificio
senza interruzione e i suoi singoli elementi devono
essere sempre collegati. L’esperienza dimostra che
questo non è difficile quando l’edificio non possiede
sporgenze e rientranze e i particolari costruttivi non
sono troppo complicati.
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- Un
particolare problema lo comportano invece i punti in cui
tubi e cavi devono
attraversare l’involucro, per esempio per collegare
lampade e rubinetti esterni. In questo caso si consiglia
di ridurre il numero dei trafori al minimo e di usare
elementi speciali con guarnizioni a chiusura ermetica
che oggi l’industria offre, proprio per queste
applicazioni. Altri punti deboli sono le installazioni
(tubi, scatole di derivazione, ecc.) inserite nelle
pareti.
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L’impermeabilità dell’involucro di un edificio passivo è
accertata mediante uno speciale test,
il
cosiddetto Blower-Door-Test, descritto dalla norma ISO/DIS
9972. Con il test si misura il
ricambio d’aria per infiltrazione in condizione di una
differenza di pressione di 50 Pa (Pascal). Il numero di
ricambi d’aria in questa condizione (n50)
è dato dalla seguente formula:
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n50 = V'50/VL
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dove:
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V'50 |
è il volume d’aria infiltrata
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VL
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è il volume
riscaldato (o climatizzato)
dell’edificio |
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Per gli edifici passivi si raccomanda un valore n50 compreso
tra lo 0,2 e lo 0,6/h, cioè la metà di quello richiesto
dalla DIN 4108-2.
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- Il test
viene eseguito
installando un ventilatore sulla porta d’ingresso o su
una finestra, mentre tutte le altre aperture rimangono
ermeticamente chiuse. Il ventilatore espelle l’aria
all’esterno fino ad arrivare alla differenza di
pressione prescelta, poi si misura con un flussometro il
volume dell’aria che affluisce attraverso l’involucro.
L’afflusso d’aria viene normalmente misurato in
differenti condizioni di pressione e dai risultati
ottenuti si determina il ricambio d’aria in condizione
di una differenza di pressione di 50 Pa.
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(1) Schulze-Darup, Burkhard:
Optimierung von Niedrigenergiehäusern beim
kostengünstigen Bauen, Atti del convegno
internazionale sugli edifici
passivi, 27-28 febbraio 1998 a Bregenz, p.
181-190.
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Blower Door Test |
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Progettazione di:
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Edifici passivi
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Edifici a basso consumo energetico
-
Edifici a consumo energetico zero
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SEDE OPERATIVA: 20053 MUGGIO' -
Via
Pavia 10
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Telefono
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