Edifici passivi

Edificipassivi.com è un servizio d'informazione online  dedicato agli edifici passivi e alle relative tecnologie.

Risparmiare energia non è più una scelta, ma una vera e propria necessità di vita a cura di Uwe Wienke, Arch. SIA

L'EDIFICIO PASSIVO  Standard - Requisiti - Esempi

NEWS Articoli ESEMPI PRODOTTI DIZIONARIO PUBBLICAZIONI
MiniWatt.it e-mail
 
Impianto idraulico
 
Acqua calda
 
In un edificio passivo, dove il fabbisogno termico per il riscaldamento è di soli 15 kWh/(m2a), la produzione d’acqua calda occupa il primo posto tra i consumi energetici. Anche in questo campo esiste un notevole potenziale di risparmio.
 
Una persona consuma mediamente 50-60 litri di acqua calda al giorno, in una famiglia composta da quattro persone si consumano dunque circa 200-250 litri al giorno. Producendo questa quantità con una caldaia si consumano tra 1.500 e 5.000 kWh/a a cui sono da aggiungere le perdite di calore da parte del serbatoio e della rete distributiva che possono ammontare ad altri 1.000-3.000 kWh/a.
 
Visto che l’edificio passivo non possiede una caldaia, l’acqua calda sanitaria è prodotta con altre tecnologie, per esempio con la pompa di calore o tramite collettori solari. Così la produzione d’acqua calda non grava molto sul bilancio energetico. Gli aggregati compatti contengono già una pompa di calore e un serbatoio per la produzione e la conservazione d’acqua calda, sono inoltre già predisposti per il collegamento ad un collettore solare. Una parte dell’acqua calda serve per il riscaldamento dell’aria, l’altra è sufficiente per coprire il fabbisogno giornaliero di una famiglia.
 
La produzione d’acqua calda tramite collettori solari è la più indicata nei paesi mediterranei. In molte regioni italiane, un collettore solare riesce a produrre sufficiente acqua calda anche in inverno, tanto da poter persino coprire l’intero fabbisogno termico residuo di un edificio passivo.
 
Tra i collettori si possono scegliere quelli a piastra o quelli a tubi sottovuoto. Quelli normali a piastra sono tra i più usati ed economici, quelli a tubi sottovuoto (heatpipe) sono più efficienti, ma anche più costosi.
 
I più economici collettori a piastra sono quelli in cui il serbatoio dell’acqua calda (bollitore) è già integrato. Installati sul tetto, questi collettori funzionano senza l’ausilio di una pompa e l’acqua calda arriva ai punti di presa per caduta libera. L’integrazione di un collettore solare in un sistema di riscaldamento, richiede l’uso di una pompa che consente a sua volta l’installazione del serbatoio in qualsiasi luogo della casa.
 
L’ottimale inclinazione di un collettore dovrebbe essere quella compresa tra 35° e 50°, mentre in Italia i tetti ne hanno una di circa 20°. Un collettore inclinato di 20° riceve il massimo di apporti proprio in estate, quando la posizione del sole è alta e si consuma meno acqua calda, mentre in inverno gli apporti sono minimi. Il difetto può essere però rimediato aumentando leggermente la superficie captante del collettore. Nessun problema si pone all’installazione su tetti piani poiché in questo caso può essere scelta l’inclinazione più adatta.
 
Alcuni collettori, ad esempio quelli a tubi sottovuoto, possono essere montati anche verticalmente e quindi integrati nella facciata o nel parapetto di un balcone. Questo è possibile perché i singoli tubi possono essere ruotati radialmente permettendo così un’ottimale esposizione al sole. Il rendimento di questi collettori è maggiore rispetto a quello dei normali a piastra.
 
In un edificio passivo bisogna anche evitare che l’acqua calda prodotta perda calore. Il serbatoio e tutte le tubazioni che conducono acqua calda devono essere pertanto installati all’interno dell’involucro termico dell’edificio. Così eventuali perdite di calore possono almeno contribuire al riscaldamento della casa. Conviene però isolare i tubi in ogni caso, perché possono essere un’inopportuna fonte di calore in estate quando si cerca di refrigerare la casa.
 
I tubi che non possono essere sistemati all’interno dell’involucro termico, per esempio quelli sul tetto, devono essere termicamente ben isolati. Lo spessore dell’isolamento deve essere almeno il doppio di quello che si applica normalmente ai tubi dell’impianto di riscaldamento. L’installazione non deve comportare ponti termici.
 
Le tubature dell’acqua calda all’interno della casa dovrebbero anche essere brevi. Ciò si ottiene concentrando la cucina e i bagni in un nucleo, cioè disponendoli accanto o sovrapposti. Questa concentrazione riduce non solo le perdite di calore, ma anche i costi di costruzione.
 
Acqua fredda
 
Particolare attenzione richiede anche la distribuzione dell’acqua fredda. All’entrata l’acqua fredda ha una temperatura circa di 10°C, ma nelle tubature interne e negli sciacquoni assume quella degli ambienti e quindi sottrae calore alla casa stessa.
 
In un edificio passivo concepito per il risparmio energetico, conviene inoltre ridurre i consumi idrici, soprattutto nei paesi mediterranei dove, da tempo, in estate si verificano lunghi periodi di siccità e di conseguenza gravi problemi di approvvigionamento idrico. Il risparmio idrico si ottiene già con pochi accorgimenti, per esempio, installando sciacquoni a doppio tasto, dotando i rubinetti con bocche che riducono il getto d’acqua (frangigetto) e termomiscelatori. Già questi accorgimenti consentono di risparmiare quasi la metà dell’acqua normalmente usata in una casa.

 

 
 
 
 
Google
 

 

L'EDIFICIO PASSIVO Standard - Requisiti - Esempi
di Uwe Wienke
Premessa
 
Standard energetici
 
Caratteristiche
 
Fattori da considerare

Involucro edilizio

Finestre
Serre solari
 
Impianto di ventilazione
Impianto idraulico
 
Energia elettrica
Componenti
Bilancio energetico
Progettazione
 
Costi
 
Esempio di una casa passiva per l'Italia
 
Esempi di edifici passivi
 
 

 

Pubblicità

Progettazione di:
Edifici passivi
Edifici a basso consumo energetico
Edifici a consumo energetico zero
SEDE OPERATIVA:  20053 MUGGIO' - Via  Pavia 10
Telefono  039.21 444 73 - FAX 02.700 516 592
E-mail: satset@iol.it 

Annunci Google

 
 
 

© Copyright by: Uwe Wienke