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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi
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Involucro edilizio
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Isolamento termico
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- Il calore migra sempre dalla
parte più calda verso quella più fredda. In inverno,
quando l’edificio è riscaldato, la temperatura interna
supera quella esterna e il calore migra attraverso le
pareti dall’interno verso l’esterno, mentre in estate,
quando il sole riscalda le pareti, va nella direzione
opposta. Più grande è la differenza di temperatura,
tanto maggiore è l’intensità del flusso termico.
L’isolamento termico ha la funzione di rallentare questi
flussi e di ridurre gli scambi tra interno ed esterno
nell’unità di tempo e perciò è vantaggioso sia in
inverno, sia in estate.
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Nel
caso di un edificio passivo, l’isolamento termico
dell’involucro è essenziale, perché deve ridurre il
fabbisogno energetico a quel tanto che può essere
coperto dall’energia solare, da fonti interne e da altre
rinnovabili. Per ridurre il fabbisogno energetico fino a
quel livello, nell’Europa centrale, le parti opache
dell’involucro devono possedere un valore U < 0,15 W/(m2K)
e ciò significa in quella regione apporre strati
termoisolanti massicci: 25 cm sui muri, e 40 cm sul
tetto. Nelle regioni con un clima piuttosto mite, come
quelle mediterranee, il detto valore U si raggiunge già
con strati isolanti molto più sottili.
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L’isolamento termico si ottiene mediante l'impiego
di materiali che possiedono una bassa conducibilità
termica (l
< 0,04). Tutti i materiali che possiedono questa
caratteristica sono ammissibili, ma devono essere
scelti in riguardo al sistema costruttivo
(costruzione in muratura, in legno) e alle
condizioni dei luoghi in cui saranno applicati
(asciutto, umido, ecc.). I materiali termoisolanti
sono normalmente morbidi e poco resistenti all’urto
e alle intemperie; alcuni sono anche igroscopici ed
assorbono umidità. Devono perciò essere protetti,
per esempio, da un intonaco o da un rivestimento.
Nell’Europa centrale si vedono spesso esterni di
legno, ma nel Centro e nel Sud d’Italia sono poco
usati, non solo perché estranei alla tradizione
edilizia locale, ma anche perché, in estate, il
legname si deforma facilmente sotto l’azione del
sole. Intonaci e rivestimenti in muratura sono
quindi i più indicati.
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Molti
edifici passivi sono costruiti anche a secco
(tecnica S/R a secco) con elementi
prefabbricati.
Questo tipo di costruzione offre vari
vantaggi: non s’introduce molta umidità
nell’edificio, il periodo di asciugamento è
quindi molto ridotto, la produzione degli
elementi in fabbrica consente una maggiore
precisione (alta qualità) e il montaggio sul
cantiere è più veloce; tutto questo rende
più economico anche il processo di
costruzione.
Nell’Europa centrale si usano spesso
elementi prefabbricati in legno, leggeri e
ben trasportabili.
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La questione degli “extraspessori”
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I regolamenti urbanistici fissano il
volume ammissibile degli edifici in
rapporto con l’area del terreno
edificabile. Il volume viene determinato
sulla base delle dimensioni esterne.
Grandi spessori delle pareti riducono
quindi la superficie utile dei piani e
per questo motivo i costruttori
preferiscono delle pareti fini che però
spesso sono termicamente insufficienti.
Per promuovere la costruzione di edifici
energeticamente più efficienti , molti
enti locali hanno emanato delle
normative che regolano il calcolo della
volumetria in caso di pareti perimetrali
con spessori > 30 cm. In linea generale,
le normative rendono non computabile la
parte della muratura d’ambito esterno
che eccede i 30 cm di spessore. Con la
stessa logica, nell’altezza degli
edifici non è computata la porzione dei
solai interpiano eccedenti i 40 cm di
spessore, fino ad un extraspessore
massimo di 15 cm. Queste disposizioni
normative non sono state emanate in
riguardo agli edifici passivi, ma ne
agevolano la costruzione perché il
massiccio isolamento termico non
“mangia” più superficie utile.
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Pareti adatte alla costruzione di edifici
passivi |
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Progettazione di:
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Edifici passivi
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Edifici a basso consumo energetico
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Edifici a consumo energetico zero
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