Edifici passivi

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Risparmiare energia non è più una scelta, ma una vera e propria necessità di vita a cura di Uwe Wienke, Arch. SIA

L'EDIFICIO PASSIVO  Standard - Requisiti - Esempi

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Energia  elettrica
 
Misure di risparmio
 
In un edificio senza riscaldamento convenzionale, si consuma prevalentemente energia elettrica che serve per azionare l’impianto di ventilazione e per i consueti usi domestici. L’impianto di ventilazione, inclusa la pompa di calore e la regolazione, consuma relativamente poca energia (vedi cap. 5.1), dominano perciò i consumi relativi all’illuminazione e agli elettrodomestici. Una famiglia tedesca consuma annualmente circa 4.000 kWh, ossia circa 32 kWh/m2. Nelle famiglie italiane questo consumo (1999) è quasi identico e costituisce circa il 14 per cento dei consumi energetici. Ci vuole poco per ridurre anche questi consumi. Grazie all’uso di elettrodomestici e di lampade a basso consumo energetico, già nel primo edificio passivo di Darmstadt-Kranichstein, il consumo d’energia elettrica si è potuto ridurlo alla metà, ma vi sono ancora molte altre potenzialità di risparmio.
 
La seguente figura mostra i consumi d’energia elettrica in una casa in cui sono in uso apparecchiature del tipo normale (a sinistra), quelli del primo edificio passivo di Darmstadt-Kranichstein (al centro) e quelli ipotetici che risulterebbero dall’uso di apparecchiature ad altissimo rendimento.

Potenzialità di risparmio d’energia elettrica in un edificio
Per diminuire i consumi d’energia elettrica in un’abitazione si possono intraprendere molte misure:
  • usare elettrodomestici a basso consumo energetico; il mercato offre oggi combinazioni frigorifero/congelatore che consumano meno di 100 kWh/a (Classe A);
  • usare lampadine compatte a fluorescenza (a risparmio energetico) con accensione elettronica, che hanno una vita più lunga (6.000 – 8.000 ore) e consumano solo tra un quinto e un decimo dell’energia delle lampadine ad incandescenza;
  • allacciare direttamente la lavatrice e la lavastoviglie alla rete d’acqua calda sanitaria nel caso in cui questa venga fornita da una centrale di teleriscaldamento, da un collettore solare o da una pompa di calore. Certe lavatrici e lavastoviglie regolano automaticamente l’afflusso d’acqua calda e fredda.
  • fare attenzione ai tanti piccoli utenti (citofono, telefono, computer, stampanti), spesso continuamente accesi o in funzione “standby”. In questo campo vi sono ancora grandi possibilità di risparmio. Esiste un’iniziativa internazionale per limitare questa “leaking electricity” a 1 Watt/utenza (invece che i 3-15 W normalmente consumati).
Tutte le apparecchiature elettriche in funzione, anche quelle a basso consumo energetico, emettono calore e quanto più consumano energia tanto più calore emettono. Questo calore non contribuisce molto al riscaldamento di un edificio passivo, perché il periodo in cui si riscalda è relativamente breve (da due a quattro mesi), ma non conviene in estate, perché aumenta il fabbisogno energetico per la refrigerazione.
 
Riducendo il consumo d’energia elettrica si riducono anche le emissioni di CO2. Queste emissioni non sono poche e dipendono dal tipo e dal rendimento delle centrali. In Germania ammontano a 667 g CO2 ogni kWh finale, perché la maggior parte della produzione avviene in centrali termoelettriche, mentre in un paese come la Svizzera, che produce la maggior parte dell’energia elettrica in centrali idroelettriche e nucleari, le emissioni di CO2 sono molto basse: 40 g/kWh di energia finale.

Energia elettrica - Rapporto tra energia primaria e finale - Emissioni di CO2

Nazione
Rapporto Eprim/Efin
Emissioni di CO2
 

kWhpri/kWhfin

g CO2/kWhfin

Austria

1,61

278
Belgio 3,25 292

Finlandia

3,32 504
Germania 2,89 667

Italia

2,37 580
Norvegia 1,03 15

Paesi Bassi

2,59 616

Regno Unito

2,74 559
Svizzera 2,01 40

Unione Europea (15)

2,80 457
EU+N+CH 2,71 429
Fonte: GEMIS 4.0
 
 
 
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di Uwe Wienke
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