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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi
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Fattori da considerare
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Orientamento dell'edificio
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Il sole sorge in
inverno a Sudest e tramonta a Sudovest, una facciata
esposta a Sud è quindi l’unica a ricevere radiazioni per
tutto il giorno. In quella stagione la posizione del
sole è anche bassa e la radiazione incide sulla facciata
Sud quasi perpendicolarmente, così le finestre fanno
penetrare i raggi solari nella profondità delle stanze.
Ciò significa che il lato Sud dell’edificio riceve il
massimo di radiazioni proprio in inverno, quando è più
richiesto, mentre in estate, quando la posizione del
sole è alta e i suoi raggi incidono a mezzogiorno in un
angolo acuto, ne riceve meno.
In primavera e
in autunno gli apporti solari sono distribuiti in misura
quasi uguale su tutte le superfici verticali, ad
eccezione di quelle orientate verso Nord che ricevono
sole solo per pochi giorni in estate. L’orientamento
verso Sud è quindi il migliore per un edificio ad alta
efficienza energetica e questo vale anche per gli
edifici passivi.
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Infatti, la maggior parte degli edifici passivi - case a
schiera, palazzi residenziali, ecc. - è orientata verso
Sud, ma questo orientamento non è una condicio sine qua
non e in alcuni casi non è nemmeno realizzabile. Ci sono
pertanto anche molti edifici passivi con un differente
orientamento che dimostrano che un edificio
passivo non deve essere rigorosamente orientato verso
Sud, benché tale orientamento sia senz’altro quello più
conveniente.
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Assenza di elementi ombreggianti
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Il
“diritto al sole” è un fattore importante per tutti gli
edifici ad alta efficienza energetica. La facciata Sud,
che in inverno deve captare gli apporti solari, non deve
ricevere l’ombra da parte di altre costruzioni, di
alberi o di alte montagne. Prima di scegliere il terreno
su cui costruire un edificio passivo, ci si deve
assicurare che non ci siano degli elementi che
ostruiscano il passaggio dei raggi solari. Questi
elementi si possono rilevare o dalla pianta urbanistica
o sul sito, con l’uso di un orizzontoscopio o di un
teodolite.
L’orizzontoscopio permette una lettura immediata
dell'orizzonte sullo schermo, mentre con il teodolite si
deve rilevare, per ogni singolo punto, l'angolo
azimutale e l'angolo d'altezza. L’orizzonte va disegnato
poi in un diagramma solare che indica la posizione del
sole per latitudine, mese, ora locale e angolo
azimutale. La situazione può costringere il progettista
a modificare l’orientamento inizialmente previsto.
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Vi
sono però situazioni in cui si devono necessariamente
accettare alcuni elementi ombreggianti e trovare delle
soluzioni che garantiscano tuttavia gli apporti
necessari. Un valido esempio è un palazzo residenziale
passivo costruito, a Freiburg (Germania), su un terreno
sul quale c’era già una fila di grandi alberi protetti
proprio davanti alla facciata Sud. In estate, l’ombra
che questi alberi proiettano è veramente la benvenuta,
ma in inverno, i rami degli alberi, benché spogli,
riducono sensibilmente gli apporti solari. Per
controbilanciare l’ombreggiatura, gli architetti non
hanno fatto altro che aumentare leggermente la
dimensione delle finestre.
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Esempio di un diagramma solare che mostra gli
elementi ombreggianti
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Un
orizzontoscopio e la proiezione dell'ombra di un
edificio su un altro |
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