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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi |
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Impianto
di ventilazione
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Refrigerazione
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La refrigerazione estiva è un problema
poco risentito nelle abitazioni dell’Europa centrale,
mentre è invece di particolare rilevanza nei paesi dove
le temperature estive sono elevate. Con l’installazione
di uno scambiatore interrato il problema si risolve
facilmente, perché in estate l’aria interna non deve
raggiungere una determinata temperatura come in inverno:
già una temperatura più bassa di 5 K rispetto a quella
esterna procura una sensazione di fresco. Per
refrigerare gli ambienti, si fa passare l’aria esterna
per lo scambiatore interrato dove si raffredda di alcuni
gradi. L’aria così raffreddata si immette direttamente
negli ambienti, senza farla passare per il canale con lo
scambiatore di calore. Occorre quindi un bypass e così
il funzionamento dell’impianto di ventilazione diventa
più semplice.
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Questo sistema di
refrigerazione è molto antico: lo ritroviamo per esempio
nelle ville cinquecentesche di Costozza in Provincia di
Vicenza. In estate, prima di arrivare negli ambienti,
l’aria esterna attraversa i cosiddetti covoli che
sono dei cunicoli, in parte naturali e in parte ampliati
in epoca romana, dove la temperatura si mantiene
pressoché constante intorno ai 10°C durante tutto l’anno
(1). Il flusso dell’aria all’interno delle cavità è
generato per effetto della differenza di temperatura e,
quindi di densità. Il movimento è discendente quando,
come in estate, la temperatura esterna è maggiore di
quella all’interno del covolo, e ascendente,
quando, come accade in inverno, la temperatura dell’aria
esterna è minore di quella interna. In uno scambiatore
interrato avviene in pratica la stessa cosa, ma il
movimento dell’aria è generato dal sistema di
ventilazione.
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Studi sull’efficienza estiva
degli scambiatori interrati sono stati eseguiti, negli
anni novanta, da M. Santamouris e A. Argiriou
dell’Università d’Atene (2). In particolare è stato
studiato uno scambiatore terra-aria, installato sotto
l’atrio della Facoltà di filosofia dell’Università di
Ioannina, dove il clima invernale è tra i più freddi
della Grecia, mentre in estate è caldo-umido. Lo
scambiatore si trova ad una profondità di 2 m ed è
composto da 5 condotti, lunghi 30 metri e del diametro
di 15 cm, in cui passa l’aria ad una velocità di 3 m/s.
Le misurazioni della temperatura dell’aria effettuate in
agosto hanno dimostrato l’efficacia del sistema: con
temperature dell’aria esterna, caratterizzate da picchi
superiori a 35°C, la temperatura dell’aria all’uscita
interna dello scambiatore si è mantenuta intorno ai 25°C.
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Anche le esperienze tedesche
dimostrano che l’efficienza di uno scambiatore interrato
è maggiore in estate che in inverno, come dimostra il
seguente esempio (3): In un nuovo edificio
amministrativo ad Esslingen, Germania, (Figura 35) che
ha un fabbisogno termico di 117 MJ/(m2a)
= 32,5 kWh/(m2a),
lo scambiatore interrato copre circa il 9 per cento
dell’energia necessaria per il riscaldamento invernale
(9224 kWh), ma, in estate, copre il 23 per cento
dell’energia necessaria per la refrigerazione. Il
restante 77 per cento si ottiene dalla
ventilazione naturale notturna. Così, in
estate, la temperatura interna non supera mai i 28°C,
nemmeno all’ultimo piano dell’edificio. Questo risultato
non sarebbe però possibile senza il sofisticato sistema
d’ombreggiatura di cui la facciata, interamente vetrata,
è dotata. Le temperature dell’aria misurate all’uscita
dello scambiatore interrato sono le seguenti: in inverno
> 5°C; in estate < 20°C. In inverno, ad una temperatura
esterna di 0°C, l’impianto richiede una potenza di 20 kW
per il riscaldamento; mentre in estate, quando la
temperatura esterna è di 25°C, la potenza richiesta per
la refrigerazione si riduce a 15 kW, ma a temperature
più alte può aumentare fino a 30 kW. L’esempio dimostra
che si può ottenere un alto comfort climatico anche
senza i normali impianti di refrigerazione.
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Foto: Reinhard Zimmermann
- Edificio
amministrativo a Esslingen (Germania)
- Architettura:
Angèlil Graham Pfenniger Scholl
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(1)
Il sistema è brevemente
descritto in: Gallo, C. (a cura di):
Architettura bioclimatica, ENEA 1995 e
nell’articolo di Mario Grosso “Principi e
tecniche di controllo dello scambio termico
edificio-terreno; in: Ambiente costruito,
gennaio-marzo 1997, p. 52-62..
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(2) Santamouris, M &
Asimakopolous (a cura di): Passive Cooling
of Buildings, James & James, London 1996
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(3) Humm, O.: Nachhaltigkeit
als ökologisches Postulat, in SIA Nr. 43,
27.10.2000, S. 940-942
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Edifici passivi
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Edifici a basso consumo energetico
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