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L'EDIFICIO PASSIVO
Standard - Requisiti - Esempi |
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- Impianto
di ventilazione
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Scambiatori di calore interrati
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- Ad
una determinata profondità, normalmente 60-100 cm, la
temperatura della terra rimane quasi costante per tutto
l’anno. Con l’uso di scambiatori interrati (Subsoil Heat
Exchanger - SHE) questo fenomeno può essere sfruttato,
sia in inverno per il riscaldamento, sia in estate per
refrigerare gli ambienti. Uno scambiatore interrato
consiste in una serie di tubi paralleli, posati in
trincea sotto o all’esterno dell’edificio, in cui
circola un fluido che scambia energia termica con il
terreno.
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Gli scambiatori interrati sono in uso da molto tempo in
sistemi di riscaldamento alimentati da una pompa di
calore. In questo caso, il fluido che scorre nei tubi
dello scambiatore è l’acqua fredda che, passando per i
tubi, aumenta di temperatura, la pompa di calore ne
estrae l’energia e la trasferisce all’acqua del circuito
interno che riscalda l’edificio. Dopo l’estrazione del
calore, l’acqua, ora di nuovo fredda, torna nello
scambiatore e si riscalda nuovamente, e così di
seguito. L’uso di una pompa di calore è molto pratico
ed economico in impianti di riscaldamento a bassa
temperatura, come lo sono per esempio gli impianti che
riscaldano il pavimento, a condizione che la pompa di
calore abbia un buon coefficiente di prestazione (COP).
Il COP esprime il rapporto tra la quantità d’energia
elettrica necessaria per azionare la pompa e
l’energia utile prodotta. Un COP = 4
significa che la macchina fornisce il triplo
dell’energia che consuma, per esempio, con 1 kWh
elettrica si producono 3 kWh termiche.
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Scambiatore interrato in costruzione
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Negli edifici passivi ci si
serve dello stesso principio, ma poiché il riscaldamento
avviene tramite l’impianto di ventilazione, nei tubi
degli scambiatori interrati usati in questo caso circola
dell’aria. L’aria, passando per lo scambiatore, può
riscaldarsi da – 2°C fino a 8-12°C. L’effettiva
temperatura che l’aria può raggiungere dipende dalla
superficie, dalla profondità e dalla lunghezza dello
scambiatore. Nell’Europa centrale, per ogni alloggio
occorrono complessivamente tra 12 e 30 metri di tubo che
possono essere suddivisi fino a cinque tubi paralleli.
In uno scambiatore di questa lunghezza ed interrato ad
una profondità di > 3 metri, l’aria raggiunge una
temperatura di circa 10°C anche in giorni molto freddi.
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Per esigenze igieniche l’aria, prima di condurla nello
scambiatore interrato, deve essere filtrata. Resta però
un altro problema da affrontare: l’umidità contenuta
nell’aria può condensare ed in essa possono formarsi dei
germi. Per questo motivo deve essere evitato il ristagno
nei tubi della condensa. I tubi dello scambiatore devono
perciò essere posati con una leggera pendenza, in modo
tale che la condensa affluisca nel punto più basso dove
può essere smaltita tramite un sifone.
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Disposizioni possibili dello scambiatore di
calire interrato
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- Ci sono state
sottoposte delle domande concernenti gli scambiatori
interrati che sfruttano la costanza della temperatura
del suolo, sia per il riscaldamento invernale, sia per
il raffreddamento estivo. Le domande riguardano il
“giusto” dimensionamento e l’igiene.
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Materiali
- I
tubi degli scambiatori interrati possono essere di
materiale sintetico o di cemento. Il loro funzionamento
è il seguente: l’aria esterna viene convogliata nei tubi
dove avviene lo scambio termico tra l’aria e le
superfici interne del tubo. Un altro scambio avviene tra
la superficie esterna dei tubi e il suolo. All’interno
dei tubi lo scambio avviene per convezione e per
adduzione alla superficie degli stessi. All’esterno dei
tubi avviene lo scambio tra tubo e terreno. Questo
scambio, che avviene principalmente per trasmissione,
dipende dall’aderenza dei tubi alla terra, nonché dal
tipo e dall’umidità della stessa. Si hanno quindi due
scambi termici.
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Rendimento
- Il
rendimento di uno scambiatore interrato dipende da vari
fattori: la dimensione della superficie di contatto
all’interno dei tubi e dalla velocità del flusso d’aria;
dalla dimensione della superficie di contatto tra i tubi
e la terra, dall’aderenza della terra ai tubi, dal tipo
e dall’umidità della terra stessa. Naturalmente conta
anche la temperatura dell’aria esterna introdotta nei
tubi e quella della superficie interna dei tubi.
Esistono dei software che consentono una facile
simulazione dello scambio termico. I dati di input sono
i seguenti: diametro e lunghezza dei tubi, profondità di
posa e tipo di terra. I dati climatici sono già
contenuti nel programma di calcolo. Uno dei software è
quello sviluppato dall’Università di Siegen (Germania),
nel database si trovano però solo i dati climatici
riferiti alla Germania.
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- Il
rendimento è maggiore in estate quando si tratta di
raffreddare l’aria esterna che in inverno quando questa
deve essere riscaldata. Da sperimentazioni in Grecia si
apprende che la temperatura sopra i 32°C dell’aria
esterna, che passa per uno scambiatore interrato
adeguatamente dimensionato, scende fino a 25-26°C.
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Igiene
- La
presa dell’aria esterna deve essere dotata di uno o più
filtri per evitare l’introduzione di polveri, insetti e
altri minuscoli oggetti. Un altro filtro deve essere
montato all’ingresso del sistema di ventilazione (tipo
F7). I filtri devono essere sostituiti (o puliti)
periodicamente. Per evitare l’inquinamento dell’aria da
radon, il sistema dei tubi dello scambiatore deve essere
a chiusura ermetica (da controllare immediatamente dopo
la posa). L’aria esterna deve essere presa da una certa
distanza e non nell’immediata prossimità del suolo. Nei
tubi l’umidità contenuta nell’aria può condensare. Per
questo motivo i tubi devono essere posati con una
leggera pendenza e, nel punto più basso, si monta un
sifone che smaltisce l’acqua raccolta.
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Progettazione di:
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Edifici passivi
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Edifici a basso consumo energetico
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Edifici a consumo energetico zero
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Pavia 10
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Telefono
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