Edifici passivi

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Risparmiare energia non è più una scelta, ma una vera e propria necessità di vita a cura di Uwe Wienke, Arch. SIA
L'EDIFICIO PASSIVO  Standard - Requisiti - Esempi
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Materiali e componenti per edifici passivi
 
Pannelli sottovuoto
 
L’ottenimento di un involucro con una trasmittanza U < 0,15 W/(mK), richiesta per un edificio passivo, esige ancora oggi strati termoisolanti d’elevato spessore. Tali spessori riducono la superficie abitabile o aumentano il volume dell’edificio, ambedue le conseguenze non sono molto benviste dai progettisti. Una soluzione la offrono i pannelli sottovuoto. Questi pannelli hanno una conduttività termica (l) che varia tra 0,004 e 0,008 W/(mK), cioè 10 volte minore di quella dei migliori materiali termoisolanti convenzionali. Questa caratteristica consente una notevole riduzione degli spessori. Con pannelli  sottovuoto dello spessore di 5 cm si ottiene lo stesso effetto che normalmente si ottiene con uno strato di polistirolo di 40 cm.
 
Un pannello sottovuoto è composto da un nucleo e un involucro.  Il nucleo consiste in un materiale poroso (alveolare) da cui, in una camera sottovuoto, è stata evacuata l’aria contenuta negli alveoli. L’involucro è un telo resistente alla pressione dei gas.
 
La conduttività di un materiale termoisolante di struttura alveolare dipende prevalentemente da quella dell’aria racchiusa negli alveoli.  Evacuando l’aria, la diffusione del calore si riduce, ma l’evacuazione richiede certe caratteristiche del materiale: impermeabilità e resistenza alla pressione e, nel caso di schiume sintetiche, resistenza anche ai raggi infrarossi. Queste caratteristiche le possiedono, per esempio, la silice pirogena e l’aerogel. Le due sostanze sono chimicamente identiche (SiO2), ma derivano da differenti processi di produzione e hanno differenti caratteristiche tecniche. La dimensione dei loro pori è di 10 – 20 nm (nanometri), quindi è mille volte minore rispetto a quella dei pori delle normali schiume termoisolanti. La loro struttura microporosa resiste ad una pressione di 1 bar, dunque sopporta bene quella nei pannelli a vuoto che varia tra i 10 e i 100 mbar. I materiali termoisolanti nanoporosi assumono una conduttività termica di 0,004 – 0,005 W/mK già in condizioni di un vuoto relativamente modesto di 10 mbar.
 
Conduttività termica, pressione e porosità
Quanto più piccoli sono i pori, tanto minore è il vuoto necessario per ottenere una conduttività termica minima
Il sottovuoto richiede un’altissima impermeabilità dell’involucro che lo racchiude. L’involucro dei pannelli sottovuoto consiste in teli composti, per esempio, da un foglio d’alluminio, che è impermeabile al vapore acqueo e ai gas, coperto da teli di materiale sintetico (Nylon, PET). I teli dell’involucro devono essere ben saldati e garantire il vuoto per decine d’anni, cioè per tutta la durata di vita dei prodotti.
 
La tecnologia dei pannelli sottovuoto è stata sviluppata già negli anni ottanta, ma è stata applicata soprattutto nella produzione di frigoriferi e congelatori (1). Nel frattempo, grazie a nuove tecnologie e metodi di produzione, si è potuto ampliare il campo d’applicazione, aumentare la durata di vita e abbassare i costi dei prodotti. Così i pannelli sottovuoto sono diventati interessanti anche per applicazioni nell’edilizia.
 
I pannelli sottovuoto si usano soprattutto per applicazioni speciali, laddove l’uso di materiali convenzionali comporterebbe un inaccettabile aumento degli spessori, per esempio su terrazze, pavimenti, porte esterne e cassonetti copri rullo. La manipolazione sul cantiere richiede la protezione meccanica dei pannelli che non è necessaria nel caso di elementi prefabbricati già dotati di una protezione.
 
Tuttavia, i pannelli sottovuoto pongono ancora alcuni problemi. Uno di questi riguarda la loro durata di vita. I pannelli sottovuoto usati in frigoriferi, ecc. conservano il loro potere termoisolante per decenni, ma quelli destinati all’edilizia dovrebbero garantire, secondo l’applicazione, una vita tra i 20 e gli 80 anni. È comprensibile che i tecnici esprimano dei dubbi, perché non si conosce ancora bene il comportamento a lungo termine dei teli. Non si può negare che esiste ancora un ampio spazio per miglioramenti, sia per quanto riguarda la durata di vita e la conduttività termica, sia per il prezzo. L’applicazione dei pannelli sottovuoto nell’edilizia è ancora agli inizi. Le attuali conoscenze lasciano però intravedere possibili soluzioni di questi problemi. L’ulteriore sviluppo della tecnologia riguarda tutti i componenti, in particolare i teli, ma anche la razionalizzazione dei processi di produzione e i formati commerciali dei pannelli. Un problema particolare lo pone anche l’applicazione. È impensabile un’applicazione in luoghi dove si corre il rischio che i pannelli possano essere forati da un operaio con il piccone, o da un abitante che pianta un chiodo per appendere un quadro. Per questo motivo i pannelli sottovuoto non possono essere applicati come gli usuali materiali termoisolanti, ma solo in luoghi dove ci sia un’effettiva garanzia di protezione come, per esempio, in facciate metalliche e sotto impianti di riscaldamento a pavimento. Il montaggio deve essere però eseguito con molta delicatezza ed accuratezza.(2).
1)  Eicher, H.P., Erb, M. & Materna, R., Vakuum-Isolations-Paneele (VIP) im Baubereich; in: SIA Nr. 43., 27.10.2000, S.937-939.
(2) Binz, A.: in: TB, S. 219-224
Applicazione di pannelli sottovuoto in un cassonetto coprirullo
Applicazione di pannelli sottovuoto su una terrazza
Posa di pannelli sottovuoto sulla terrazza di un edificio passivo
 
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di Uwe Wienke
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